Alex Greyhelm

Zzz...mmm...no dai...lasciami dormire ancora un pochino...

Description:

Specie: Umano
Sesso: Maschio
Capelli: Biondi
Occhi: Azzurri
Pelle: Bianca
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Umano Medio Jedi 5
Destino (Salvataggio) 1; Forza 7 Lato Oscuro 0
Iniz +10 Sensi Percezione +7
Linguaggi Basic
Difese Rifl 19 (colto alla sprovvista 16) Temp 19 Vol 16
PF 72; Soglia 19; Riprendere fiato 36

Velocità 6
Mischia Spada Laser +9 (2d8 +4) oppure Spada Laser +7 (3d8 +4) (due attacchi)
Att base +5; Lotta +5
Opzioni di attacco Attacco spada laser, Attacco rapido spada laser
Azioni speciali Poteri della Forza, Damage Reduction.
Poteri della Forza conosciuti Battle Strike (1 utilizzo)

Caratteristiche For 10 (0), Des 16 (3), Cos 16 (3), Int 10 (0), Sag 11 (0), Car 10 (0)
Attitudini Weapon specialisation, Damage reduction, Block.
Talenti Competenza armi semplici, Competenza spade laser, Force Focus (Spade laser), Weapon finesse (spade laser), Assured strike, Force sensitivity, Force training, Rapid strike.
Abilità Iniziativa (10); Percezione (7); Use the Force (+7).

Giovane di bell’aspetto, alto, biondo con gli occhi azzurri, allegro, carismatico e socievole, egli è curioso di tutto il mondo circostante e delle cose nuove e sconosciute: essendo vissuto a lungo su quel pianeta, non ha potuto conoscere nulla dell’universo e delle razze che lo popolano, nutrendo così ancor più interesse per viaggiare nello spazio. Segue i precetti del suo maestro e della sua via, che tuttavia discordano da quelli degli altri guerrieri, per questo evita di attirare l’attenzione e viaggia come innocuo viandante senza dare nell’occhio. Sempre propenso ad allenarsi ed affrontare nuovi avversari, non disdegna però l’oziare sotto le fronde di un albero ed il riposo, o le nuove tentazioni che egli ha scoperto sulla nave dei mercanti (alcol, gioco d’azzardo ed ovviamente nutre interesse per l’altro sesso, essendo rimasto per tutti gli anni d’addestramento solo col suo maestro sul pianeta, dove erano gli unici due umani rimasti e non giungevano mai visitatori). Non sapendo che fine ha fatto il suo maestro si imbarca per questa avventura alla scoperta del suo destino al fine di ritrovarlo, ignaro dei pericoli che la galassia nasconde.

Bio:

C’era una coppia molto innamorata che abitava sul pineta Ylesia che si amava più di ogni altra cosa al mondo: lui era un abile soldato di origini nobili e con una promettente carriera militare, mentre lei era una bellissima donna, ma di origini più modeste. Questa differenza creò molte difficoltà ai due giovani e fece si che essi vennero allontanati dalle rispettive famiglie, divenute nel contempo rivali. Questo provocava una infinita tristezza nel cuore dei giovani che, dopo molto patire, decisero di fuggire al calar delle tenebre dalla loro patria, per poter essere finalmente liberi di amarsi come desideravano su un altro pianeta. Dopo un lungo peregrinare, essi si stabilirono in un piccolo paese su Tholatin, dove stabilirono la loro casa e diedero alla luce il loro figlio: il padre rinunciò alle armi e si diede alla vita nei campi e la loro esistenza era ora più modesta, ma certamente più felice. Nonostante la gioia riempisse i loro cuori, gli ultimi focolai della Guerra Civile dei Jedi raggiunsero anche quel luogo.

Un’ultima frangia della resistenza SIth, capitanata dal Generale Verasx, una volta al servizio di Darth Nihilus, dimostrò crudeltà per gli abitanti, i cui animi caddero prede della disperazione più profonda: molte persone vennero rese schiave, mentre i superstiti si organizzarono per combattere. Il soldato combatté insieme alla popolazione ribellatasi, ma questi erano troppo in pochi e troppo deboli per sconfiggere il potente e soverchiante nemico. Il destino di tutti sembrava segnato ma proprio in quel momento comparve dal nulla un guerriero misterioso avvolto in una tunica, un abilissimo guerriero che faceva uso della Forza, grazie alla quale ebbe facilmente la meglio su tutti gli invasori.
Era accompagnato da una donna i cui occhi erano coperti da un velo viola, anch’essa in grado di combattere utilizzando la Forza, e il loro potere terrorizzava anche gli abitanti del luogo: tuttavia non avevano intenzioni bellicose e, una volta sconfitti gli avversari, si avviarono verso un eremo del pianeta, sulla sommità dei monti, dove evidentemente la donna rimase incinta. Solo dopo numerose richieste e suppliche da parte del soldato, che convinse della sua bontà il resto della popolazione superstite, i due acconsentirono di essere ringraziati dagli abitanti del paese. Nel periodo successivo, collaborarono alla ricostruzione del villaggio e decisero di rimanere, almeno finché loro figlio non fosse nato, insieme agli abitanti di quel pianeta.

Non passò molto tempo prima che l’oscurità si mostrasse a tutti, colpendo quando meno la gente se lo aspettava: colti di sorpresa, gli abitanti vennero massacrati impunemente da nuovi assalitori provenienti dallo spazio, predoni, contrabbandieri e cacciatori di taglie. Purtroppo il maestro in quel momento non accorse in aiuto degli abitanti, ma al suo ritorno si rese conto di ciò che era successo e rimpianse di non essere stato lì a combattere per difendere il pianeta, parte del quale era stata irrimediabilmente distrutta dagli invasori.
Il maestro scatenò la sua collera e per una notte intera combatté dando sfogo a tutta la sua rabbia, massacrando senza ritegno ogni avversario che gli si parasse davanti, fino a giungere al capo della banda, un Sith molto capace che dopo un interminabile scontro perì. All’alba il maestro era esausto e si accasciò in ginocchio per prendere fiato.
Proprio in quell’istante sentì dei vagiti provenire da lì vicino e scoprì sotto le macerie il soldato ormai morente, che aveva fatto scudo al figlio col suo corpo: come ultimo desiderio egli espresse che si prendesse cura del figlio e si vendicasse del male subito. Il maestro bruciò i corpi dei poveri sfortunati con una grande pira funebre, proprio fuori dalle mura del villaggio, che oramai giaceva in rovina e deserto.
Tenendo il fagotto fra le sue braccia si rese conto di percepire nel pargolo la sua stessa energia e che l’enorme potenziale che il piccolo aveva lo avrebbe condotto ad un grandioso destino, lontano da quel pianeta. Si convinse così di addestrarlo, facendogli seguire la sua stessa strada di lupo solitario, lontano dai guerrieri suoi simili, donandogli la sua visione, ritenuta così lontana e distorta dai guerrieri suoi pari.

E così passarono quindici anni, in cui il giovane visse col maestro e la sua donna, soli, fatta eccezione per una strana razza di esseri pacifici che aveva ora iniziato timidamente a mostrarsi sul pianeta e mai prima d’allora gli umani del luogo erano stati a conoscenza. Il maestro addestrò il giovane in tutte le arti da lui conosciute, nell’uso di tutte le armi, del combattimento, nell’uso della misteriosa energia che loro possedevano e potevano usare, susseguendo estenuanti allenamenti al limite dell’umano con lunghi studi su tomi e meditazioni per dominare il proprio spirito. Questi allenamenti procedevano bene ed il giovane negli anni dimostrò grandi doti ed una spiccata personalità che il maestro apprezzava (forse rivedendosi in lui da giovane ed essendosi allontanato dall’ordine dei suoi fratelli guerrieri), ammonendolo sempre però a non lasciarsi mai andare troppo alle sue passioni e cedere alla malvagità che esiste nel cuore e nell’animo dell’uomo: lui doveva conoscerla ed imparare ad usarla, se necessario, ma mai sottomettersi ed asservirsi ad essa.

Una notte, dopo i soliti interminabili allenamenti, il maestro e l’allievo si riposarono sulla cima di una collina, con le brillanti stelle ad illuminare il cielo notturno ed il fruscio del fresco vento estivo a fare da contorno; solo le lucciole fluttuanti ed il suono dei grilli nei campi allietava il riposo del giovane in seguito ai suoi sforzi. I due parlarono a lungo dell’addestramento, dell’uso della Forza, delle regole da seguire e del senso di essere un Jedi, un difensore dell’equilibrio. Il discorso fra i due era pieno di sentimento e ricco di sapere e conoscenza, ma in piena notte il giovane si addormentò stremato col sorriso sul viso.
Al mattino, quando si svegliò sotto le fronte del grande albero sotto cui si era adagiato, vide che il suo maestro non c’era più e solo in quel momento realizzò alcune parole misteriose da lui dette nel corso della notte prima. Esse alludevano al fatto che il maestro doveva assentarsi per compiere una missione molto importante lontano da lì e lo avrebbe lasciato da solo, nonostante il suo allenamento non fosse stato ancora ultimato. Avrebbe dovuto recarsi su Dantooine e cercare la Magistra Atris, che avrebbe portato a termine i suoi insegnamenti che l’avrebbero portato a compiere così il suo grandioso destino.
Proprio il giorno dopo, una nave di mercanti transitò per lo spazioporto del pianeta per fare scambi commerciali con le bizzarre creature che la abitavano da dopo che il maestro aveva sgominato la minaccia, ed essi avevano acconsentito più che volentieri alla richiesta del suo maestro di portare con loro sulla rotta per un altro pianeta il giovane allievo (dato che gli erano debitori, avendo il maestro salvato la loro nave una volta). E fu così che il viaggio dell’allegro giovane cominciò, alla volta di un pianeta e di un universo totalmente nuovo, che lui non riesce nemmeno ad immaginare e non vede l’ora di conoscere.

Stile di combattimento:

Non essendo particolarmente forte fisicamente di natura, Alex è stato addestrato a cavarsela dal suo maestro per lunghi anni sul suo pianeta natale con le sue doti naturali. Fra di esse spiaccano la destrezza, l’agilità e la rapidità, che gli hanno permesso di avere la meglio anche su avversari più grossi e forti di lui o più numerosi. Il giovane è inoltre particolarmente portato ad usare la spada laser, in cui si è applicato a raffinare l’antica arte per migliaia di ore: il suo stile di combattimento è rapido e leggero, senza inutili movimenti e tende all’essenza, ovvero l’evitare i colpi con abilità e dilaniare con maestria i suoi assalitori.

La sua posa da combattimento consiste nell’impugnare la lama solo con la mano destra ed usare il movimento del suo corpo per colpire in modo fluido e preciso l’avversario, in un vortice di colpi e contrattacchi che, data la grande rapidità di esecuzione, lasciano ben poco scampo.

Alex Greyhelm

Star Wars - The Old Republic StefanoAnnarumma